Il fatto
Un giudice federale dello Utah, il giudice Barlow, ha emesso un'ingiunzione preliminare che blocca le clausole anti-VPN della SB 73, la legge statale sulla verifica dell'età. La notizia, riportata da EFF il 1° ottobre, chiude mesi di causa intentata da Aylo, la società madre di Pornhub. La motivazione: la norma probabilmente viola il divieto costituzionale di leggi che gravano pesantemente su aziende e persone fuori dai confini dello stato.
SB 73, firmata all'inizio del 2026 e inizialmente prevista per maggio, obbligava i siti per adulti a bloccare gli utenti VPN o a identificarne la posizione fisica reale. Proibiva persino di pubblicare istruzioni per aggirare i controlli con una VPN. Per quanto noto a EFF, era il primo stato a prendere di mira l'uso di VPN per bypassare l'age verification obbligatorio.
Perché conta
Il cuore della decisione è tecnico, e tocca chiunque gestisca un servizio online. Bastava un solo visitatore che offuscasse la propria posizione per esporre il sito a una responsabilità praticamente oggettiva. Il giudice ha scritto che SB 73 richiede di geolocalizzare gli utenti con perfezione per evitare responsabilità, ma ha riconosciuto che questa perfezione “non è attualmente possibile”.
Il motivo lo conosci: il sito di destinazione vede solo l'IP del server VPN, senza un meccanismo affidabile per capire se la connessione parte da Salt Lake City o da Shanghai. Restavano tre strade: verificare l'età di ogni visitatore ovunque si trovi, bloccare tutto il traffico VPN a livello nazionale o uscire dallo Utah. Secondo la sentenza, Aylo avrebbe dovuto verificare quei 28 milioni di utenti “che si trovassero a Salt Lake City, Boston, New Orleans, Anchorage o Honolulu”. La discussione su Hacker News raccoglie le reazioni del settore.
Cosa cambia in concreto
- Le clausole VPN della SB 73 non sono applicabili in attesa di ulteriori provvedimenti del tribunale. L'ingiunzione è preliminare: il merito della causa resta da decidere.
- I regolamenti R152-78B, pubblicati il 1° settembre dalla Divisione per la protezione dei consumatori ed efficaci potenzialmente dall'8 ottobre 2026, imponevano sistemi di rilevamento dell'offuscamento della geolocalizzazione “commercialmente ragionevoli”. Le euristiche indicate — latenza della connessione, fuso orario del dispositivo — sono, come osserva EFF, notoriamente inaffidabili: producono classificazioni errate e blocchi su utenti fuori dallo stato.
- La causa di Aylo non contesta la clausola che vieta ai siti coperti dalla legge di condividere informazioni sui VPN: quella disposizione resta intoccata.
- I legislatori dello Utah hanno segnalato che potrebbero rivedere la norma nella prossima sessione legislativa. Altri stati stanno nel frattempo valutando proposte anti-VPN simili.
Cosa non è ancora chiaro
- I tempi della decisione nel merito: la fonte non indica un calendario.
- Il destino dei regolamenti R152-78B dopo l'ingiunzione.
- Il contenuto di un'eventuale riscrittura della legge: nessun testo è stato presentato.
- Quali altri stati procederanno davvero con misure analoghe, e con quali tempi.
- Come sopravviverà la clausola sul divieto di diffondere informazioni sui VPN, mai contestata, ora che il resto della norma è bloccato.
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