Il fatto
Google Search sta riscrivendo i link dei risultati organici in formato google.com/goto?url=..., invece di esporre direttamente la destinazione nell'HTML. Lo segnala Autom, fornitore di API per dati SERP, secondo cui a fine agosto 2026 il pattern è consistente nelle ricerche effettuate da utente non autenticato o in modalità privata: i result URL sono di fatto tutti goto in quelle condizioni. La notizia ha raccolto una discussione rilevante su Hacker News (619 punti).
Perché conta
Fino a oggi un crawler poteva parsare migliaia di URL dall'HTML delle SERP senza toccare di nuovo Google. Con goto, ogni risultato richiede una richiesta aggiuntiva solo per scoprire dove porta: la destinazione si legge nell'header Location della risposta su /goto, e non va seguito il redirect verso la pagina finale. Più lento, più rumoroso, e con un segnale esplicito per Google quando lo stesso client risolve centinaia di link in sequenza.
La motivazione, secondo Autom, è alzare il costo dello scraping automatizzato delle SERP, in particolare di crawler AI e scraper SEO che estraggono URL in blocco per costruire indici propri. Si inserisce nella stessa linea di mosse precedenti come la rimozione di &num=100 e il rafforzamento di BotGuard e SearchGuard.
Cosa cambia in concreto
- Il parametro
url=non è un base64 dell'URL target: sembra un riferimento opaco al record dell'indice di Google, non decodificabile offline. - Il vecchio formato
google.com/url?q=[destinazione URL-encoded]restava leggibile in chiaro nella query string.gotono. - La destinazione resta comunque presente nella pagina: Google deve comunque disegnare dominio, favicon e attribuzione. Autom indica due strade: leggere l'URL dalle copie presenti nel markup, oppure interrogare
/gotosenza seguire il redirect. - Autom ha aggiornato la propria pipeline per risolvere i link
gotolato server e restituire la destinazione finale negli stessi campi strutturati di prima, senza modifiche per chi integra le loro API. Da tenere presente che Autom vende proprio SERP data: l'articolo è anche un annuncio commerciale.
Nessun dettaglio specifico per Italia o Unione europea emerge dalla fonte: la modifica sembra trasversale, ma la copertura geografica non è dichiarata.
Cosa non è ancora chiaro
- Non è confermato se si tratti di un rollout definitivo o di un esperimento: la fonte stessa non esclude che sia ancora un test, anche se non sarebbe più limitato a una piccola quota di SERP.
- La fonte non dice come si comportano le sessioni autenticate: i dati riguardano soltanto ricerche da utente non loggato o in modalità privata.
- Resta da vedere come reagirà Google alla risoluzione massiccia di
/goto: rate limiting, blocchi o scadenza dei redirect non sono documentati. - Il formato potrebbe cambiare di nuovo: Autom dichiara che monitorerà il rollout e adatterà la pipeline se il redirect dovesse spostarsi.
Lascia un commento